Per la prima volta nella storia, la Federazione Italiana Tennis Tavolo ha incluso all’interno dei Campionati Italiani Paralimpici alcune competizioni dedicate esclusivamente ad atleti affetti dal morbo di Parkinson. Nelle ultime stagioni, il comitato trentino della FITeT sta dedicando particolare attenzione a quest’ultima categoria di atleti, organizzando i primi tornei ad essi dedicati e promuovendone l’attività attraverso società come l’USD Villazzano, che segue un nutrito gruppo di giocatori con il Parkinson due volte alla settimana.
Dal 20 al 24 maggio è stato però il momento di mettersi in gioco nella massima competizione di singolare nazionale, cioè i Campionati Italiani, in questo caso riservati ad atleti paralimpici, che si sono disputati a Cesena. Come si diceva, per la prima volta sono stati organizzati dei tornei (di singolare e doppio) rivolti ad atleti con il morbo di Parkinson, ragion per cui tre atleti trentini hanno deciso di prendere parte alla manifestazione. Si tratta, nello specifico, di Maurizio Gecchele (USD Villazzano), Claudio Battocletti (ASD TT Lavis) e Pietro Faverzani (USD Villazzano), che hanno preso tutti parte al singolare maschile Parkinson Classe 1, mentre Gecchele e Battocletti si sono cimentati anche nel doppio maschile della stessa categoria.
I risultati sono stati straordinari, perché tutti e tre i giocatori hanno terminato il proprio torneo tra i primi 8 classificati. In particolare, Faverzani ha ceduto a Battocletti in un derby trentino ai quarti di finale, con Battocletti che è stato eliminato al turno successivo terminando dunque terzo, mentre Gecchele, dall’altro lato del tabellone si è spinto fino in finale, dove è stato sconfitto dall’esperto Francesco Pulvirenti, siciliano ex numero 221 d’Italia. Non contenti del già straordinario risultato nel singolare, Battocletti e Gecchele hanno sfoderato una prestazione eccellente anche nel doppio andando a conquistare la medaglia d’oro e laureandosi così campioni d’Italia, al termine di un percorso che li ha visti concedere un solo set nelle tre partite del tabellone.
Abbiamo fatto qualche domanda a Maurizio Gecchele, che ha raccontato le proprie emozioni nel vivere la manifestazione. “È stata un’esperienza bellissima e molto emozionante. Mi sono iscritto al torneo per far piacere ad un amico, anch’egli con il Parkinson” “Quando è stata ufficialmente avviata la manifestazione con l’esecuzione dell’inno di Mameli mi sono emozionato” racconta Gecchele “e la testa si è subito concentrata sulle partite.” Sull’atmosfera: “Ho percepito un atteggiamento generale di collaborazione e aiuto. C’era chiaramente anche un sentimento di rivalità, ma solo durante la partita.” “Sono contento di aver avuto l’opportunità e la fortuna di affrontare atleti di altre regioni e di stare abbastanza bene durante le partite, nonostante la malattia”.